Isolamento termico a cappotto. Soluzioni. Materiali. Agevolazioni.Prezzi.

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Isolamento termico a cappotto. Soluzioni. Materiali. Agevolazioni.Prezzi.

Messaggio  Admin il Lun Mag 04, 2015 8:04 pm

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25.4.15 Geometra Andrea  Farinacci cell. 347 356 1510, scrive in merito alle agevolazioni:
Fra le categorie di intervento che possono usufruire di questa detrazione troviamo i lavori eseguiti sull'involucro che delimita il volume riscaldato dell'edificio.
Possono quindi rientrare lavori come l'esecuzione di un cappotto o di una coibentazione interna delle pareti perimetrali, oppure l'isolamento del tetto o del solaio di copertura, o ancora l'esecuzione di un cappotto sul soffitto del cantinato per isolare termicamente le stanze riscaldate che si trovano al piano superiore.
Cerchiamo ora di chiarire i requisiti minimi dell'intervento sull'involucro per poter beneficiare di questa agevolazione e gli adempimenti richiesti.
Requisiti dell'immobile ai fini della detrazione del 65%:
1) L'immobile oggetto di intervento deve essere esistente e può appartenere a qualsiasi categoria catastale (abitazione, ufficio, negozio, attività produttiva, ecc). La prova della sua esistenza è data dall'iscrizione al catasto o dal fatto che sia stata presentata richiesta di accatastamento. Inoltre è importante che sia sempre sta pagata l'Ici, se dovuta.
2) Un secondo requisito fondamentale è che l'immobile sia già dotato di impianto di riscaldamento.
Requisiti dell'intervento sull'involucro ai fini della detrazione del 65%, come già accennato, l'intervento deve riguardare l'involucro o porzioni dell'involucro che delimitano il volume riscaldato e inoltre deve comportare un risparmio energetico per l'edificio. Sono quindi ammessi interventi di coibentazione delle pareti, del tetto o del pavimento che delimitano un locale riscaldato verso l'esterno o verso vani non riscaldati. (Il conseguimento di un risparmio energetico generico non è però sufficiente. Infatti la normativa prevede che la superficie di involucro su cui si interviene debba presentare alla fine dell'intervento valori di trasmittanza termica uguali o inferiori a quelli riportati nella tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010. In parole semplici l'elemento di involucro su cui si interviene deve raggiungere un livello adeguato di isolamento termico stabilito dalla normativa.)
Altre spese agevolabili quando sono strettamente funzionali alla realizzazione dell'intervento di efficienza energetica. Se ad esempio decidiamo di isolare il tetto della nostra abitazione, per mettere in opera l'isolante è indispensabile rimuovere il manto di copertura e poi riposizionarlo. La rimozione e la risistemazione delle tegole diventa allora un'opera strettamente funzionale all'intervento di efficienza energetica e questa spesa può rientrare nell'agevolazione fiscale, così come quella per la fornitura e posa in opera dell'isolante. Lo stesso avverrà per il ponteggio e così via.






Isolamento a cappotto Detrazione Fiscale 65%, Risparmio energetico


Tra i vari sistemi di isolamento delle pareti, quello a “cappotto” risulta essere tra i più vantaggiosi e per questo tra i più diffusi.
Ecco una serie di domande e di risposte per chiarire tutti i dubbi sull’isolamento a cappotto (sia esterno che interno).
1) Cos’è l’isolamento a cappotto termico?
E’ un tipo di isolamento delle pareti realizzato, medianteschema dell'isolamento a cappotto esterno l’applicazione a colla e tassellatura, di pannelli isolanti.

2) Che differenza c’è tra isolamento a cappotto esterno e a cappotto interno?
Nell’isolamento a cappotto esterno lo strato isolante si trova sempre sul lato esterno della muratura, mentre nell’isolamento a cappotto interno l’isolante si applica sul lato interno del muro, e poi
successivamente viene intonacato.

3) Quale conviene fare? Quello interno o quello esterno?
Quello esterno: posizionando lo strato isolante verso l’esterno proteggiamo la parete dalle escursioni termiche, pertanto la massa della muratura resta più calda in inverno e più fresca in estate, generando un migliore comfort abitativo. Oltretutto nella stagione fredda, in un muro non isolato, o isolato verso l’interno si può verificare la condensa dell’umidità presente nella muratura e la conseguente formazione di muffe. Tale inconveniente si riduce quasi totalmente se l’isolamento si trova nel lato esterno e quindi la muratura è protetta dal freddo: come risultato il cappotto evita la formazione di muffa. Altro grande vantaggio del “cappotto esterno” consiste nella eliminazione o nella correzione dei ponti termici costituiti da solai, travi e pilastri che sono tra le principale porte di ingresso del freddo all’interno del fabbricato, e nel fatto che il muro così isolato fa da “volanto termico”, irradiando gli ambienti interni.

Il cappotto interno invece viene effettuato quando non si può intervenire dall’esterno (es. vincoli di condominio). Se non correttamente realizzato, può dare luogo alla formazione di fenomeni di condense e muffe: il vapore interno degli ambienti, migrando dall’interno verso l’esterno nella stagione fredda, condensano appena dietro l’isolante, dove incontrano la muratura fredda. Il fenomeno si risolve applicando correttamente una barriera vapore, o scegliendo materiali igroscopici e fortemente traspiranti.

4) Quali materiali scegliere come isolante? Che differenza c’è tra EPS e XPS?
Di un materiale è importante conoscere la conducibilità termica e la densità (o il peso per metro quadro). Più è bassa la conducibilità più il materiale isola dal freddo, più è alta la densità e più questo ci protegge dal caldo d’estate. Si possono usare materiali di origine naturale (sughero, silicato di calcio, fibra di legno) o con prodotti artificiali (polistirolo, polistirene, poliuretano).
Quindi se la tua casa ha problemi di caldo d’estate bisogna isolare con materiali naturali, con un’alta densità, in modo da aumentare lo sfasamento termico (se isi usano isolanti con poca massa a volte si può peggiorare la situazione). Se invece vuoi isolare solo dal freddo vanno benissimo i pannelli in Polistirene Espanso (EPS): hanno una bassissima conducibilità e un’altra traspirabilità. Nei posti in cui la parete si bagna spesso (es: zoccolatura) è meglio utilizzare il Polistirene Estruso (XPS) che, essendo idrofugo, fa sì che il cappotto non si “imbeva” di acqua.

In caso di pareti su cui si forma la muffa, è consigliato applicare pannelli di silicato di calcio, che avendo un pH alcalino scoraggia la formazione di muffe e batteri.
Ecco una tabella con i valori medi di conducibilità e densità dei principali materiali isolanti per cappotto:
Tabella con i valori medi di conducibilità e densità (kg/m3) dei principali materiali isolanti per cappotto
Materiale Isolante Conducibilità (W/mK) Densità (kg/m3)
Polistirene espanso in lastre (EPS) 0,04 20
Polistirene estruso in lastre (XPS) 0,035 35
Pannello in fibra di legno 0,04 300
Pannello di silicato di calcio 0,06 250
Pannello in lana di vetro 0,04 20
Pannello in sughero 0,045 100
Pannello in lana di roccia 0,04 30

5) Esiste un manuale di Posa in Opera da scaricare?
Si, c’è quello redatto dal Consorzio Cortexa, si può scaricare gratuitamente a questo indirizzo,. Conviene dargli un’occhiata, per poi non ritrovarsi con situazioni come questa:
Danni cappotto intonaco con buchi dovuti alla grandine
Esempio di danneggiamenti su un cappotto non intonacato correttamente


6) Quanto costa al m2?
Il prezzo varia da impresa a impresa, e (di solito) da quanto è fatto bene il lavoro. Il prezzo al metro quadro del cappotto esterno può variare tra 40 €/m2 a 70€/m2.

7) Di quanti cm bisogna farlo spesso?
Conviene farlo più spesso che si può, tanto gran parte del costo è dovuto a ponteggi e altri costi che andrebbero pagati lo stesso. Minimo 10cm, comunque.

Cool Si può usufruire della detrazione fiscale del 65%?
Certamente, è uno di quegli interventi che permette di detrarre in 10 anni il 65% delle spese sostenute.

9) Un mio amico/conoscente ha fatto il cappotto e ora ha problemi di condensa e muffa in casa. Come mai?
Molto probabilmente:
a) In casa c’è un’umidità pazzesca (oltre il 60%), magari è il caso di ridurla
b) Il lavoro non è stato fatto correttamente. Nel caso di cappotto interno, probabilmente si sono dimenticati di mettere un corretto freno al vapore, (va messo anche tra la parete oggetto dell’intervento e la parete a fianco che magari hai deciso di tenere senza cappotto), oppure non si sono scelti i materiali e la stratigrafia adeguata. Nel caso di cappotto esterno, probabilmente determinati ponti termici (es. balcone, davanzale, marciapiede, tetto in cemento armato) non sono stati eliminati.

10) Ho fatto il cappotto. Devo cambiare i serramenti?
Sì, conviene: una parete “col cappotto” ha valori di trasmittanza molto bassi, è necessario avere quindi dei serramenti che abbiano una bassa trasmittanza, paragonabile a quella del muro e che quindi non facciano da ponte termico. Ha poco senso avere un muro da 0,4 W/m2K (abbastanza isolato, quindi) e un serramento vecchio magari da 3 W/m2K.

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